SABOTAGGIO TEATRO / sabotaging is an action of disorder, a practice of resistance

SABOTAGGIO TEATRO

Sabotaggio Teatro - SABOTARE IL MECCANISMO Sabotaggio Teatro - SABOTARE IL MECCANISMO

CHI SIAMO

UN PO' DI NOI

Il termine sabotaggio nasce in Francia quando per la prima volta gli operai usarono i loro zoccoli di legno - in francese sabots, da cui il sostantivo sabotage - per bloccare l’apparato industriale in segno di protesta, contro le condizioni inique di lavoro. Levarsi le scarpe di dosso, trasformandole in strumento di difesa per fermare il progressivo degrado della dignità umana, elevò il termine ad atto rivoluzionario e di riconquista del proprio tempo contro quello delle macchine. Questa parola venne poi affrancata ufficialmente grazie a Émile Pouget che rivendicò l'importanza del sabotaggio come mezzo di autodifesa e di azione diretta. Da quel congresso nacque il testo Sabotaggio mon amour. A distanza di un secolo sentiamo forte l’esigenza di rompere alcuni meccanismi, di uscire da schemi precostituiti ed è questo che ci porta a rivendicare nuovamente l’importanza del sabotaggio. È così che nasce la nostra compagnia: Sabotaggio Teatro.

UN ROMANZO INCONTRA UN'IDEA

Tutto parte da un'idea di Mirø Pinna che nel 2017 incontra il romanzo autobiografico di Amélie Nothomb Sabotaggio d'amore. Da quel momento decide di dare vita al testo letterario trasformandolo in uno spettacolo teatrale per una sola attrice: Amelia. Coinvolge così Marta Franceschelli in un primo laboratorio di ricerca nell'agosto 2018 presso il Casale Le Pietre. Nello stesso anno vincono una borsa di studio per una residenza creativa presso il BIG Factory - Bari International Gender film festival, con il sostegno di Mibac e SIAE, nell'ambito dell'iniziativa "Sillumina", dove presentano un primo studio di "Amelia".

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In questa occasione si arricchiscono della collaborazione di Ivano Salamida che entra subito nel vivo del lavoro come tecnico luci e sound designer. Continuano la loro ricerca, fino a presentare un secondo studio in forma privata, ad aprile 2019, presso Carrozzerie n.o.t, Roma. Nell’estate del 2020 incontrano Giulia Sbernini che entra a far parte del collettivo come consulente creativa e drammaturgica.
Con il suo ingresso la compagnia inizia lo studio di un secondo progetto “Che Cavolo!?” attualmente in lavorazione.